Storia della ciclometria

0 Condivisioni
CICLOMETRIA (3)
 
Ora, servendoci di queste due potentissime armi e di altre accortezze che in seguito indicheremo, cerchiamo di sfruttare ciclometricamente i triangoli equilateri inscritti o, se preferite, le triple di decina. Nell’estrazione n. 11 del 14-3-1981 sulla ruota di Bari troviamo i numeri 63 e 33. Tra questi due sincroni (stessa data, stessa ruota) intercorre la distanza 30, cioè un lato di un triangolo equilatero inscritto. Per completare la figura, ovvero per avere la cosiddetta chiusura, bisogna aggiungere il terzo elemento, che ovviamente, in questo caso, è il numero 3 (infatti 3 + 30 = 33; 33 + 30 = 63; 63 + 30 = 93, cioè 93 – 90 = 3). A questo punto è necessario aprire un’altra parentesi importante, per un corretto uso delmetodo ciclometrico. Cabalisticamente parlando, gli studiosi del Lotto del secolo scorso, pretesero (vedi “Armonia Triplare” di Davenal, “Teoria Triplare” di Cutillo,“Sulle vie della fortuna” di Dobran, ecc.) che per “legge” triplare, trovati due numeri di una tripla, inevitabilmente, nelle successive estrazioni doveva sortire il terzo numero per chiudere la figura. Nel nostro caso, sarebbe stata certa l’uscita del 3 sulla ruota di Bari! In effetti, il 3 sortì nell’estrazione n. 28 dell’11-7-1981, dopo 17 estrazioni. Niente male, se si considera che il ciclo teorico per un numero è 18 estrazioni. Però le cose non stanno sempre così perché la chiusura triplare, che deve manifestarsi a tutti i costi e, beninteso, in termini brevi (!), è pura cabala. Per far crollare questa fantasia basta prendere in considerazione uno qualsiasi dei “centenari” che spesso capeggiano la graduatoria dei ritardi. Ognuno dei centenari è sempre un vertice di un triangolo equilatero, che nel periodo in cui è maturato il ritardo, non di rado avrà presentato, in sincronismo, gli altri due elementi che avrebbero dovuto determinare quella chiusura, che invece è rimasta aperta. La Ciclometria, più che la chiusura, tiene conto della “rottura” di una figura geometrica. Il triangolo deve essere considerato integro e la rottura, cioè l’uscita, deve essere prevista in uno dei suoi tre elementi, anzi, dato proprio il sincronismo, tra i due noti. Perciò, nel caso, pronostichiamo: Bari, in 6 colpi (ciclo teorico del “3 x 1”) per ambata 63-33 e, in appoggio, 3, proprio il numero di chiusura. Al 4° colpo, estr. n. 15, esce il 33; al 6° colpo ancora il 33. Dunque, doppio esito nel ciclo teorico e non con il numero di chiusura. Sulla ruota di Venezia, alla stessa data del 14-3-1981, troviamo i nn. 63 e 33, gli stessi usciti a Bari e, caso raro, negli stessi posti (terzo e quinto). Vi sembrerà ovvio il poter ricavare per Venezia l’identica previsione di Bari? Ecco invece un caso che dà poco affidamento per una buona riuscita e, perciò, da non prendere in considerazione. La Ciclometria non è magia, ma un modo diverso di interpretare la probabilità di uscita di alcuni numeri rispetto a tutti gli altri e, pertanto, non bisogna ignorare i fondamenti sui quali poggia tutta la scienza previsionistica. I nn. 33 e 63 sono, col n. 3 di chiusura, i vertici di un triangolo equilatero inscritto nel cerchio ciclometrico. Formano una figura regolare con tre lati (le distanze) di 30 ed è, perciò, molto improbabile che questo triangolo superi integro il ciclo di frequenza, senza cioè che uno di questi tre numeri, uscendo di nuovo a breve scadenza, non vada a rompere la figura. Ma quale ciclo di frequenza bisogna considerare? Quello futuro o quello passato? La risposta è che bisogna tener conto di entrambi. Se proviamo a capovolgere l’elenco settimanale delle estrazioni e le leggiamo a ritroso nel tempo, troviamo per i numeri estratti, per così dire, all’indietro le stesse leggi di probabilità che riscontriamo nella normale successione temporale. Di conseguenza, se la figura geometrica ha subito la rottura nel ciclo precedente con l’uscita di almeno un numero, s’intende che l’esito s’è avuto nei limiti normalmente previsti e sarebbe poco fondato sperare in una successiva manifestazione di uno dei tre elementi. Se andiamo a leggere a ritroso le estrazioni della ruota di Venezia, troviamo subito, alla settimana precedente, il numero 3 e sei estrazioni prima il 63. Il triangolo della ruota di Venezia si era già ampiamente sgretolato! Il triangolo della ruota di Bari invece non trova rottura addirittura nelle 25 estrazioni precedenti. Un controllo necessario per essere prudenti. Su Venezia avremmo dovuto attendere ben 17 estrazioni per cogliere uno solo dei tre elementi del triangolo, il n. 33, con l’inevitabile perdita della partita. Sia chiaro che non sempre l’uscita di qualche elemento nel ciclo precedente pregiudica in modo perentorio l’esito nel ciclo successivo, però a voler essere coerenti con la teoria delle probabilità e per togliere alla Ciclometria quel carattere di improvvisazione di cui spesso è accusata, è corretto da parte del ricercatore tener conto di tutti quegli accorgimenti in suo possesso, affinché riduca al lumicino le probabilità sfavorevoli e rafforzi invece quelle favorevoli. I casi di Bari e Venezia ne costituiscono un esempio eloquente. Lo zelo diviene, perciò, regola nei procedimenti ciclometrici.
0 Condivisioni
No tags for this post.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Rimani aggiornato!
Iscriviti per ricevere gratuitamente tutti gli aggiornamenti
Odiamo lo spamming. Riceverai massimo una mail alla settimana. Abbiamo a cuore la tua privacy e non diffondiamo il tuo indirizzo. La riservatezza e' garantita al 100%
Chiudi e non mostrare piu'