Principi basilari della tecnica di previsione

Quando ci si accinge all’analisi ed allo studio statistico delle estrazioni con l’intento di trarne delle previsioni, è indispensabile attenersi ad alcune regole fondamentali di carattere matematico.
Dopo aver scelto un determinato tipo di combinazione che forma oggetto della previsione, è necessario in particolare procedere a quello che si potrebbe chiamare l’inquadramento della sua valenza probabile e del suo indice di riproduzione.



Se, per esempio, in seguito a speciali osservazioni di ordine statistico, si giunge a prevedere la prossima sortita di un’ambata, fra tre numeri, non ci si può limitare, come purtroppo accade, e di sovente, a segnalare i numeri in questione come genericamente probabili, senza preoccuparsi di stabilire, sia pure con approssimazione il termine di tempo entro il quale si prevede l’esito della combinazione.
Ciò per due ragioni: prima, perché il giocatore che deve perseguirla deve sapere la presumibile durata dell’attacco al quale si accinge, allo scopo di predisporre convenientemente l’esborso; seconda, perché il valore e l’importanza della previsione devono necessariamente rilevarsi in rapporto con la probabilità teorica e col coefficiente del premio prestabilito per quel tipo di combinazione.

In altre parole, se Tizio consiglia due numeri per la sorte di ambata, senza indicare il numero di estrazioni entro cui prevede l’esito, noi possiamo dire che la sua previsione non ha alcun valore, in quanto non offre una chiara prospettiva di utile sfruttamento per il giocatore. Infatti l’intervallo medio teorico di riproduzione per tale tipo di combinazione è dato dall’indice di probabilità di un numero diviso per 2, cioè 9 estrazioni (18/2=9).
Se la previsione non indica un limite inferiore all’indice teorico, evidentemente essa non può rispecchiare un qualsiasi coefficiente di plusvalenza, ed in tal caso si dimostra priva di convenienza per il giocatore. Ne’ vale il dire, come si è tentato talvolta, che la previsione può affermare la propria utilità mediante l’impiego di una progressione in aumento delle puntate.

Giacché è sempre bene ripeterlo, non è già il denaro un elemento capace di alterare i ferrei rapporti fra le probabilità e quindi di offrire un reale vantaggio al giocatore? Nel prossimo articolo cercheremo di chiarire meglio il concetto, fornendo anche qualche esempio pratico di accessibile comprensione.

FABARRI, tratto da "IL CALCOLO VINCITORE" n° 2 del 1955

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