Dei derivati o degli equidistanti (parte 1)

0 Condivisioni

(tratto da  “Il Calcolo Vincitore N° 2 febbraio 1952”)

DerivatiNel mio precedente articolo “Perché i grandi ritardi sono rari” (vedi C.V. n° 7 del 51) per poter dimostrare l’esattezza delle conclusioni ho reso di pubblica ragione una mia definizione del lotto, dalla quale scaturisce una nuova strada per la ricerca dei futuri estratti. Mi interesso dei derivati dal 1945 ed in una successione di articoli su questa simpatica rivista farò il punto delle mie osservazioni perché altri studiosi, che vorranno seguirmi per la stessa via ed hanno soprattutto maggior tempo di me a disposizione, possano giovarsene per ulteriori ricerche. I derivati indicati nel mio precedente articolo li chiamo derivati di differenza, per distinguerli dai derivati di somma che si hanno confrontando i complementari di una data estrazione con gli estratti di un’estrazione successiva.

Riprendendo in esame l’estrazione di Bari del 12 maggio c.a., e cioè gli estratti

60 70 41 84 17

i complementari sono

30 20 49 6 73

ossia la differenza fra l’estratto ed il numero 90. Gli estratti 45 e 90 hanno per complementari il numero stesso.

Alla successiva estrazione (19 maggio) i numeri sortiti furono

32 16 68 49 52

Il corrispondente quadro dei derivati di somma è il seguente

Derivati del 1° estratto276381922
Derivati del 2° estratto1286482932
Derivati del 3° estratto7357199024
Derivati del 4° estratto2610624346
Derivati del 5° estratto4936856669

In questo quadro abbiamo il derivato comune 19 che si presenta ai medesimi posti del derivato comune 8 nel quadro dei derivati di differenza, ma invertito. Il lettore avrà notato che fare la differenza fra un complementare ed un estratto dell’estrazione successiva è lo stesso che eseguire la somma degli estratti interessati; difatti la differenza fra 30 (complementare del 60) e 32 è uguale a 2 ma 60+32 è uguale anche a 2. Come abbiamo considerato il complemento nei riguardi degli estratti possiamo considerare anche i complementari nei riguardi dei derivati, con il vantaggio di ridurre i 90 numeri impiegati nel giuoco del lotto (che sono in verità un po’ troppi!) alla metà, ossia 45, riducendo del pari il ritardo massimo per la sortita di un numero (202 estrazioni) alla metà.

(tratto da B. BRANDI “Il Calcolo Vincitore N° 2 febbraio 1952”)

0 Condivisioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Rimani aggiornato!
Iscriviti per ricevere gratuitamente tutti gli aggiornamenti
Odiamo lo spamming. Riceverai massimo una mail alla settimana. Abbiamo a cuore la tua privacy e non diffondiamo il tuo indirizzo. La riservatezza e' garantita al 100%
Chiudi e non mostrare piu'