Dei derivati e degli equidistanti (parte 2)

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(tratto da “Il Calcolo Vincitore N° 2 febbraio 1952”)

equidistanteSi tenga poi presente che giocare un numero corrispondente a un dato derivato (in ritardo tanto fra i derivati di differenza quanto fra quelli di somma) è lo stesso che giuocare un dato numero su due ruote differenti(successiva riduzione del ritardi ad ¼ del massimo) e che giuocare infine due coppie di complementari comporta ancora la riduzione del ritardo massimo ad 1/8. Riduzione calcolata ora grosso modo, ma si pensi inoltre che ad ogni estratto dell’estrazione precedente corrispondono 5 derivati di differenza, 5 di somma, ed altrettanti complementari; abbiamo quindi 20 derivati, riducendo così il rapporto da 1:18 a 1:4,5, e che altro è il ritardo massimo quando invece se ne estraggono 20.

In materia di ritardi credo opportuno di esporre, magari per inciso, un mio ragionamento . E’ vero che teoricamente un numero può restare nell’urna anche indefinitamente, ma è altrettanto vero che dopo tante migliaia di estrazioni, eseguite sin ora, il ritardo massimo si deve ritenere raggiunto o quasi e che per tanto non c’è da aspettarsi grandi sorprese. Il ciclo massimo (e qui intendo per ciclo il numero delle estrazioni occorse per il sorteggio di tutti i 90 numeri) sappiamo che è stato di 202 estrazioni; nessuno, a quanto mi risulta, si è presa la briga di determinare la durata del ciclo minimo, ossia di determinare il numero minimo di estrazioni occorre per il sorteggio di tutti i 90 numeri.

Io penso che il rapporto fra un ciclo e l’altro è uguale alla media teorica di sortita (90:5 ossia 3,60) e siccome sin ora il ciclo minimo che ho trovato è stato di 57 estrazioni, ne deduco che il ritardo pratico massimo è 205,2 estrazioni. Sarei grato agli studiosi del lotto che volessero comunicarmi ciclo minimi inferiori a quello da me citato per giudicare della bontà della regola. Ritornando in argomento aggiungo che se consideriamo un estratto sotto la forma di coppia di complementari ed altrettanto un derivato, noi possiamo formare delle quartine da mettere in gioco per ambata e che comportano ritardi massimi affrontabili in pratica. Il ciclo minimo da me notato sin ora è stato di 9 estrazioni; tenendo presente la regola sopraddetta il ritardo massimo non dovrebbe superare le 32,4 estrazioni (9 x 3,6). Ho in corso una statistica al riguardo sulla ruota di Bari, sin dall’inizio; non ho trovato ritardi superiori alle 27 estrazioni.

Come formare le quartine? Sia il numero 15 l’estratto ed il numero 2 il derivato; considerando anche i rispettivi complementari 75 ed 88 noi possiamo eseguire otto operazioni differenti che ci daranno, a due a due, sempre gli stessi numeri da porre in giuoco, e cioè:

 

15 + 2 = 1715 + 88 = 13
75 + 2 = 7775 + 88 = 73
15 – 2 = 1315 – 88 = 17
75 – 2 = 7375 – 88 = 77

Per brevità, travisando il significato di alcuni segni aritmetici, opero così:

 

15 – 75
+ 2 – 88
= 17-77-13-73

 

Invertendo tanto i termini della prima coppia di complementari quanto quelli della seconda il risultato è sempre uguale: una quartina da mettere in giuoco, composta a sua volta di due coppie di complementari. Per comodità sarà bene considerare la coppia 45-90 formata da due complementari. Per facilitare la compilazione del quadro dei derivati di differenza si può evitare, per le ragioni anzidette, di fare la differenza fra un termine e l’altro delle due estrazioni consecutive, sommando invece il complementare con i termini dell’estrazione successiva. Io unisco in un unico specchietto i due quadri nel modo seguente:

  1. scrivo prima i termini dell’estrazione precedente e quindi di seguito i complementari rispettivi;
  2. nel rigo successivo ripeto due volte i termini dell’estrazione successiva;
  3. eseguo prima la somma dei termini della prima cinquina ed ho i derivati di somma;
  4. di seguito eseguo la somma dei termini della seconda cinquina ed ho i derivati di differenza.

 

60 – 70 – 41 – 84 – 17=30 – 20 – 49 – 6 – 73
32 – 16 – 68 – 49 – 52=32 – 16 – 68 – 49 – 52

 

 

Derivati sul 1° estratto:
2 – 76 – 38 – 19 – 22=62 – 46 – 8 – 79 – 82

 

 

Derivati sul 2° estratto:
12 – 86 – 48 – 29 – 32=52 – 36 – 88 – 69 – 72

 

 

Derivati sul 3° estratto:
73 – 57 – 19 – 90 – 24=81 – 65 – 27 – 8 – 11

 

 

Derivati sul 4° estratto:
26 – 10 – 62 – 43 – 46=38 – 22 – 74 – 5 – 58

 

 

Derivati sul 5° estratto:
49 – 36 – 85 – 66 – 69=15 – 89 – 51 – 32 – 35

Ho così sullo stesso rigo i derivati di posto, tanto di somma che di differenza. Per trovare la coppia di derivati in maggiore ritardo tengo sempre al corrente uno specchietto eseguito su carta da disegno e che ha il seguente formato tabellare.

(B. BRANDI “Il Calcolo Vincitore N° 2 febbraio 1952”)

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