Ciclo di rotazione

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Se frequentate uno stadio del ghiaccio sapete che una pattinatrice acquista una velocità vertiginosa di rotazione se ritrae a sé le braccia. Ciò significa che diminuisce il proprio momento di inerzia. Se la pattinatrice allunga di nuovo le braccia il suo moto rotatorio rallenterà per il fenomeno inverso. Infatti ha aumentato il raggio di rotazione. Il momento angolare è dato dal prodotto della velocità di rotazione per il momento di inerzia, ossia per la massa, e per il quadrato del raggio.

La forma migliore di un giroscopio è quella di un anello in modo da distanziare la sua massa il più possibile dall’asse di rotazione. La sua velocità angolare sarà conservata più a lungo. Una trottola realizza queste condizioni creando una gravità artificiale in antagonismo con la gravità terrestre. Si tratta di gravità centrifuga che conferma empiricamente il principio di equivalenza di Einstein sul quale si fonda la Relatività generale. Ossia: gravità ed accelerazione sono equivalenti. Ed è lo stesso principio che fa funzionare un disco volante. E le stelle. Tutte le stelle possiedono un moto di rotazione ereditato dalla nebulosa primaria. Le stelle di massa più elevata, giunte all’esaurimento del loro combustibile, possono collassare sotto l’azione della forza gravitazionale, e comprimersi in dimensioni piccolissime, una decina di chilometri di diametro. Ma poiché conservano inalterato il momento angolare, si verifica il fenomeno della ballerina che pattina sul ghiaccio e ritrae a sé le braccia. La velocità di rotazione della stella, la cui massa si è compressa in poco spazio, cresce enormemente. Da un solo giro in alcuni giorni terrestri, passa a 600 giri al secondo. La teoria dei quanti, che studia le particelle elementari, ha riscontrato gli stessi fenomeni a scala microscopica. Ma il momento di rotazione detto “spin” è quantizzato, cioè non è continuo come appare in una stella o in una ballerina. Esso si muove a scatti. Così pure nel gioco del Lotto, dove un “quantum” numerico percorre aree eguali in tempi eguali, indipendentemente dalla velocità angolare (Keplero). Anche i numeri posseggono una massa. Ad esempio sei numeri formano:

6 CINQUINE

15 QUATERNE

20 TERNI

15 AMBI

6 NUMERI

Il ciclo di rotazione è molto lento per le cinquine, lento per le quaterne, meno lento per i terni, più veloce per gli ambi e molto veloce per gli estratti singoli. Se vogliamo conservare la velocità di fuga (velocità di vincita) dobbiamo aumentare la massa numerica. Se conserviamo la massa numerica, la velocità ciclica diminuisce passando dall’estratto semplice all’ambo e dall’ambo al terno. Un numero ha 18 estrazioni di ciclo medio, ma un ambo ha 400 estrazioni (circa 4 anni) di velocità angolare. Se vogliamo avvicinare la velocità dell’ambo a quella di un numero, dobbiamo aumentare la massa dei numeri e portarla ad almeno 7 numeri (21 ambi) o meglio a 8 numeri (28 ambi) il cui ciclo di fuga è più veloce (16 estrazioni). Non venitemi a dire che la pattinatrice sul ghiaccio non vi ha insegnato niente con le sue piroette.

BOSCO (Da “Il Corriere dei Giochi” n° 491 del 6/2/1988)

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