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Archive for Maggio, 2008

Ciclo di rotazione

Se frequentate uno stadio del ghiaccio sapete che una pattinatrice acquista una velocità vertiginosa di rotazione se ritrae a sé le braccia. Ciò significa che diminuisce il proprio momento di inerzia. Se la pattinatrice allunga di nuovo le braccia il suo moto rotatorio rallenterà per il fenomeno inverso. Infatti ha aumentato il raggio di rotazione. Il momento angolare è dato dal prodotto della velocità di rotazione per il momento di inerzia, ossia per la massa, e per il quadrato del raggio.

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  • I “corrispondenti”

    Non so se qualcuno abbia parlato dei numeri corrispondenti o equivalenti; nessuno però ne ha trattato finora con specifico riguardo alla loro funzione ed importanza pratica. Questa materia è particolarmente adatta per gli studiosi che amano addentrarsi nelle manifestazioni più sottili e complesse; ma presenta al tempo stesso un interesse vivo e diffuso per far cogliere e comprendere alla maggior parte degli osservatori alcuni aspetti assai importanti della evoluzione numerica, quale si attua di continuo nel succedersi delle estrazioni. I numeri corrispondenti (detti anche equivalenti) sono quelli che si differenziano di 45. La definizione, nella sua estrema semplicità, determina e fissa, come si vede, il concetto generale per il quale ogni numero ha un proprio corrispondente, il quale si calcolo addizionando o sottraendo 45 al numero dato. Per gli elementi compresi da 1 a 45 il corrispondente si trova aggiungendo 45, mentre per quelli da 46 a 90 si ottiene togliendo 45. Qualche esempio è quasi inutile, data la chiarezza della definizione. Tuttavia ecco un gruppo di numeri base, con a fianco i relativi corrispondenti:

    5 –>50

    12–>57

    36 –>81

    67 –>22

    82 –>37

    88 –>43

    Vediamo ora di spiegare nel modo più semplice possibile l’utilità e la funzione più frequente di questo rapporto. E’ opportuno ricordare che ogni somma di due elementi, col metodo del fuori 90, tende a produrre un’altra somma il cui valore, aggiunto alla prima, integra 90. E’ questo un principio generale, che non è difficile verificare. Se, per esempio, vediamo i numeri 5 e 38, notiamo che la somma è 43, quindi è in via di sviluppo una somma 47 (dato che 43+47=90). Questo risultato si può avere prendendo come elemento base il 5, e in tal caso ci si aspetta il 42 oppure il 50, ed ecco entrare in funzione il corrispondente, al quale si dovrà accoppiare l’87, che è a sua volta il corrispondente del 42. Le soluzioni sono dunque due ambi: 5.42 ovvero 50.87, di cui l’uno è sostitutivo dell’altro, in quanto ognuno ha lo stesso valore somma 47. Naturalmente, bisogna tener presente che se il numero atteso nella ruota per la somma di sviluppo si presenta subito, cioè in 2 o 3 estrazioni, allora l’esito si può considerare raggiunto. Il più delle volte invece si vede prodursi uno dei due ambi necessari per una qualsiasi ruota e nel ciclo di poche settimane. Si badi bene che il fenomeno descritto rappresenta, come abbiamo detto, una delle funzioni fondamentali e più evidenti dei numeri corrispondenti; le manifestazioni di questo tipo sono molto frequenti e i quadri estrazionali ne sono ricchi. Bisogna fare molta attenzione e tenere d’occhio in modo particolare quei casi nei quali il primo numero base figura estratto in più ruote: in casi di questo genere lo sviluppo della previsione può comprendere 4/6 ambi; ma indubbiamente i risultati positivi si manifestano più frequenti e rapidi. A dimostrazione si consideri il seguente esempio:


    1 febbraio 1964

    Milano 42-65

    somma 17

    Napoli 42-61

    somma 13

    Roma 42-68

    somma 20

    Per il procedimento che abbiamo descritto, e che il lettore può agevolmente ricostruire, si articolava la previsione dei numeri 31 a Milano, 35 a Napoli e 28 a Roma; gli ambi erano quindi:

    42-31 / 42-35 / 42-28

    e per i corrispondenti: 87-76 / 87-80 / 87-73

    L’esito si aveva alla prima estrazione con l’uscita dell’ambo 42 35 a Bari.

    Ed ecco un caso di ambo ripetuto alla base, nel quale la previsione assume una speciale importanza:


    25 febbraio 1964

    Napoli 25-31

    somma 56

    Roma 25-31

    somma 56

    Numero atteso 9;

    ambi 9-25 / 54-70;

    esito Bari 9-25 alla V^ settimana.

    La tecnica di cui ci siamo occupati è abbastanza chiara e semplice; per cui al lettore accorto non manca possibilità ed occasione di elaborare qualche interessante previsione. Tuttavia, a maggior chiarimento e per attuale esempio, segnaliamo un caso che ha per base un ambo uscito in due ruote contemporaneamente:

    30 Gennaio

    Milano e Venezia 16-27 (somma 43)

    Numero atteso 31

    Ambi d’Integrazione 16-31 / 61-76.

    Fabarri, "Il Calcolo Vincitore"- Marzo 1965

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  • L’errore del ritardo

    Nell’articolo precedente ho messo in risalto l’errore essenziale nel quale cadono gli amatori del ritardo, ossia l’errore di ritenere che quando una combinazione ha registrato un’assenza prolungata per un elevato numero di settimane questa si debba considerare di prossima, imminente sortita, in quanto avrebbe accumulato, per così dire, una forte ed irresistibile carica di probabilità.

    Bisogna aggiungere che tutti i giocatori non forniti di adeguata preparazione in materia si riferiscono sempre, nel formulare le loro previsioni, al grado statistico dei ritardi, anzi più propriamente al limite storico di essi, nel senso cioè che tengono presente il massimo numero di estrazioni per cui è rimasta assente, a loro conoscenza, la combinazione in esame.

    Ora, a tale proposito occorre stare molto attenti: la cronaca delle estrazioni, in altri termini la statistica dei fatti estrazionali, ha certamente un valore, che nessuno pone in dubbio. Essa consente di osservare e conoscere il comportamento delle combinazioni del gioco nel tempo e pertanto può costituire un fattore di orientamento e di guida utile ai fini delle previsioni. Ma ciò è vero e valido ad una condizione ben precisa ed inderogabile, che cioè i fatti presi in esame siano stati controllati per una quantità di casi elevatissima, dell’ordine, quanto meno, di diecine di migliaia. Diversamente, i dati raccolti circa il comportamento che interessa possono essere espressione di scarti casuali e perciò non assumono alcun significato matematico e probabilistico, risultando del tutto sforniti di qualsiasi valore utilmente indicativo per il futuro comportamento. E si badi bene che il grosso equivoco sta proprio qui. Generalmente, di fronte, per esempio, al ritardo di 180 estrazioni di un numero, si crede che il numero stesso sia prossimo ad uscire, per il fatto che i casi di ritardo superiore a 180 sono stati pochissimi e quindi ritenendo che la probabilità favorevole sia molto alta. Un corretto esame statistico richiede invece (e la vera spiegazione non sarebbe troppo facile) che si controlli precisamente quanti sono stati i ritardi di 180 settimane, quanti tutti i ritardi di grado superiore registrati dalla cronaca del Lotto fin dall’origine e che si operi poi un calcolo esatto di quanto si sarebbe speso per giocare tutti i numeri in quella situazione e quanto si sarebbe ricavato complessivamente. Ma naturalmente ciò non basta; prima di tutto perché, come detto in precedenza, non resta così osservata la condizione fondamentale di cui sopra, essendo i casi di 180 estrazioni finora verificatisi troppo esigui di numero; in secondo luogo perché la possibile altezza del ritardo non è certo indicata dal massimo che si è finora registrato, ma da un indice notevolmente superiore, che può essere calcolato con l’applicazione di speciali formule matematiche in rapporto alla quantità complessiva delle estrazioni avvenute dall’inizio del Lotto fino ad oggi.

    Bisogna pure riconoscere che, se si avesse una disponibilità di denaro illimitata da impiegare nell’inseguimento della combinazione fortemente ritardata, il problema sarebbe probabilmente risolto. Ma è evidente che, di fronte alla percentuale di alea, per quanto piccola, che resta insita nel tentativo, chi si sentirebbe disposto ad investire ingenti somme di denaro con la prospettiva di un guadagno, tutto sommato, alquanto modesto e comunque non proporzionato al rischio?

    Per quanto riguarda i ritardi cosiddetti composti, ovvero la successione immediata di più ritardi di una medesima combinazione, c’è da fare una particolare considerazione. Sempre tenendo presente il principio basilare, sul quale non si insiste mai abbastanza, che non è mai conveniente inseguire la combinazione nel suo ritardo in atto, è opportuno ed utile calcolare qual è il numero dei punti di deficienza registrati in complesso; per far ciò bisogna partire dall’estrazione dopo la quale si è iniziato il primo ritardo e giungere fino a quella con la quale si è risolto l’ultimo ritardo. Conteggiate così tutte le estrazioni comprese nel periodo, si divide questo totale per 18 e si viene a conoscere la quantità teorico-media di sortite che la combinazione in esame avrebbe dovuto avere, e di conseguenza si conosce anche il numero di punti in meno (deficitari) registrati. Se questo numero risulta veramente molto alto in relazione alla quantità di estrazioni considerate, è ovvio che il ritardo composto in esame può assumere un significato più o meno rilevante agli effetti di una previsione di recupero. E ciò si ricollega com’è noto alla grande legge dell’equilibrio, in forza della quale la quantità di sortite dei numeri tendono col tempo a livellarsi. Ma anche a questo proposito è bene avvertire che non si elimina così facendo il fattore aleatorio, del momento che nulla vieta che, dopo una successione di ritardi, si verifichi ancora un altro ritardo di notevole durata.

    Perciò, concludendo, è doveroso ripetere a tutti i giocatori l’invito e la viva raccomandazione a non persistere nell’errore del ritardo, così come è stato delineato, ad abbandonare definitivamente la perniciosa illusione di poter giocare vittoriosamente sui ritardi; perché questa strada è senza dubbio la più pericolosa, l’unica che assicuri veramente una sola cosa: la sconfitta inesorabile.

    FABARRI (Il Calcolo Vincitore n° 9 del 1964)

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    Bastano poche nozioni sul calcolo delle probabilità per sapere che le ripetizioni di un numero in una ruota si verifica, in media, una volta ogni 18 estrazioni. Con una discreta approssimazione si può dunque dire che, essendo 10 le ruote, ogni due estrazioni si deve presentare, in media, la ripetizione di un numero in una qualsiasi ruota. Ciò dimostra soltanto che le occasioni per questo tipo di previsione non sono scarse, ma anzi abbastanza copiose. Diciamo però oggi, una cosa nuova, sulla quale richiamiamo tutta l’attenzione dei lettori, facendo presente che si tratta di un rilievo che viene portato a conoscenza del pubblico per la prima volta, proprio con questo articolo.

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    La triade

    FABARRI , da “Il Calcolo Vincitore” del gennaio 1964

    Abbiamo osservato più volte che il grande tessuto delle estrazioni si compone di svariatissimi elementi e si presenta con aspetti e forme che, considerate nel loro insieme, attuano e realizzano attraverso il tempo le leggi dell’equilibrio e i complessi regolamenti delle frequenze e delle medie. Nel continuo lavoro di ricerca di interpretazione dei fatti estrazionali, lo studioso non deve quindi trascurare nessuna via e nessun tentativo, che possa condurre a conclusione e risultati; ciò, sia dal punto di vista statistico, sia da quello che riguarda la pratica speculazione. Sotto tale impostazione, che sicuramente viene condivisa da innumerevoli ricercatori, noi abbiamo ultimamente posto l’attenzione su di uno speciale aspetto di quel fenomeno generale che si può denominare “riproduzione tendenziale”.

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    Il coefficiente medio integratore

    La struttura dei rapporti numerici riserva sempre, all’attento ricercatore, meraviglie e sorprese senza limiti. Questa volta presentiamo all’attenzione dei lettori, e specialmente degli studiosi, un curioso ed interessante aspetto delle relazioni fra i 90 numeri del Lotto. Si tratta del cosiddetto “coefficiente integratore medio“, di cui spieghiamo brevemente il significato e la consistenza.

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